Per psicologi e psicoterapeuti

Scritti clinici su intelligenza artificiale in terapia, ADHD e attaccamento

Negli ultimi anni ho scritto in inglese un libro e alcuni compendi clinici per i colleghi, e qui ne raccolgo gli abstract tradotti in italiano. Li ho messi insieme perché chi lavora in Italia possa sapere di che cosa parlano e farsi un'idea di come ragiono sui temi che tornano più spesso in stanza, cioè l'ADHD dell'adulto letto in chiave psicodinamica, l'attaccamento inteso come insieme di strategie e l'intelligenza artificiale che entra nella relazione terapeutica.

I testi integrali sono in inglese. Dei due compendi sull'ADHD esiste anche un'edizione italiana, che trovi nella pagina dei compendi. Le vignette cliniche di tutti i testi sono composite, costruite a partire da situazioni diverse perché nessun paziente sia riconoscibile.

Intelligenza artificiale e psicoterapia

Sempre più pazienti parlano con un chatbot prima, durante e dopo la terapia, e sempre più clinici usano gli stessi strumenti per lavorare. Questi testi provano a leggere entrambe le cose con gli strumenti della clinica, prima che con quelli della tecnologia.

La terza presenza nella stanza

Una guida clinica ed etica alla psicoterapia nell'epoca dell'intelligenza artificiale

Libro · titolo originale The Third Presence in the Room · in inglese · 181 pagine

Capita sempre più spesso che il paziente, quando arriva in studio, abbia già detto la cosa più difficile a qualcosa che non è una persona. Il libro parte da qui, ma parla del lavoro clinico più che della tecnologia, in un momento che ci è cambiato sotto i piedi e in cui nella stanza, oltre al paziente e al terapeuta, è entrata una terza presenza con cui il paziente ha già parlato.

Per chi · clinici abilitati che cercano una cornice clinica ed etica per pensare l'intelligenza artificiale in terapia, scritta da uno psicoterapeuta psicodinamico.

Lo spazio che risponde

Intelligenza artificiale, compiacenza strutturale e funzione psichica dell'ascolto in psicoterapia

Compendio clinico · titolo originale The Space That Answers Back · in inglese · 38 pagine

Sempre più pazienti arrivano in seduta dopo lunghe conversazioni con un sistema di intelligenza artificiale, e questo compendio prova a leggere il fatto come un fenomeno clinico prima che tecnologico. Il punto di partenza è una proprietà dell'addestramento di questi sistemi, la tendenza a dare ragione a chi gli parla, che nel testo chiamo compiacenza strutturale. Messa accanto a quella tendenza, la funzione psichica dell'ascolto si mostra fatta anche di disaccordo, di assenso trattenuto e di silenzio. Il compendio segue questa idea dentro la seduta, nel transfert e nel controtransfert, negli adattamenti di setting e di tecnica e nel quadro normativo ed etico, e si chiude con alcune vignette e una griglia di osservazione per il colloquio clinico.

Per chi · psicoterapeuti, psicologi clinici e counselor i cui pazienti citano ChatGPT o le app di compagnia in seduta, e specializzandi che cercano una cornice clinica, e non tecnologica, per pensarci.

L'intelligenza che sente

Una lettura psicodinamica dell'intelligenza logica ed emotiva, nel terapeuta e nella macchina

Compendio clinico · titolo originale The Intelligence That Feels · in inglese · 34 pagine

Quando un paziente porta in stanza le risposte di un modello linguistico, con loro entra spesso un confronto implicito in cui alla macchina tocca la parte di chi ragiona e al terapeuta quella di chi sente. Il compendio sostiene che questa divisione è sbagliata in entrambe le direzioni e si chiede a che cosa serva davvero l'intelligenza emotiva nel lavoro clinico, distinguendo la capacità di essere toccati da quella di elaborare ciò che tocca. Ne ricostruisce le origini evolutive nel clinico e si domanda che cosa significhi che un sistema possa riprodurne la superficie senza averne la storia. Una parte del testo guarda a come tutto questo si vede in seduta, comprese le terapie che diventano più tranquille senza diventare più profonde, con una lettura differenziale di cinque configurazioni che si somigliano, e un'altra all'uso che il clinico stesso fa di questi strumenti nelle note e nella formulazione del caso. In chiusura ci sono alcune vignette, gli errori più frequenti e una griglia di osservazione.

Per chi · terapeuti che si sono sentiti paragonati a un chatbot, o che hanno notato sedute più calme ma non più profonde, e supervisori che cercano un lessico per parlarne.

Strumenti, non oracoli

Guida pratica agli strumenti di intelligenza artificiale per psicoterapeuti

Guida pratica · titolo originale Instruments, Not Oracles · in inglese · 62 pagine

Molti clinici usano già l'intelligenza artificiale per le note, le lettere, la letteratura e l'amministrazione, spesso senza un metodo condiviso. Questa guida passa in rassegna le famiglie di strumenti, dalla trascrizione automatica delle sedute ai modelli generalisti, dalla ricerca bibliografica alla preparazione della supervisione e alla gestione dello studio, e per ciascuna si chiede che cosa faccia davvero, a che cosa possa servire in uno studio clinico e dove stiano i rischi. La cornice resta psicoanalitica, perché accanto alla domanda su quanto tempo uno strumento faccia risparmiare ne pone un'altra, cioè che cosa facesse quel tempo per il clinico, prima. Il testo fissa i punti su cui non si negozia, che sono il consenso, la protezione dei dati e la firma professionale, indica ciò che deve restare al clinico e offre una raccolta di prompt, formule di consenso adattabili e un protocollo di trenta minuti per valutare qualunque strumento nuovo. Prodotti e norme citati sono aggiornati a settembre 2026.

Per chi · clinici in libera professione che usano già l'intelligenza artificiale, o si sentono spinti a farlo, e vogliono usarla tenendo al loro posto il consenso, la protezione dei dati e la propria firma.

Il bias nella stanza, il bias nel modello

Bias cognitivi e bias dell'intelligenza artificiale, e come distinguerli nel lavoro clinico

Breve compendio · titolo originale Bias in the Room, Bias in the Model · in inglese · 10 pagine

Interrogare un modello linguistico su un caso non equivale a consultare uno strumento neutro, perché il modello restituisce un ritratto statistico compresso di come le persone, clinici compresi, hanno scritto della mente. Questo breve compendio mette accanto i bias cognitivi del clinico, come la conferma, la disponibilità, l'effetto alone e l'ancoraggio, e quelli del modello, e mostra come si incontrano nello scambio, dove il modello tende ad assumere la forma dell'ipotesi che il clinico ha già in mente. Propone poi di usare lo stesso strumento contro questa spinta, chiedendogli di argomentare contro l'ipotesi di lavoro e di proporre diagnosi differenziali, comprese quelle che non riguardano una patologia, e in appendice offre una verifica per capire come si comporta, nella pratica, un modello specifico. Più che una serie di consigli, il testo sviluppa un argomento.

Per chi · clinici che già consultano un modello linguistico su casi, formulazioni o diagnosi differenziali, e vogliono che quella consultazione allarghi il pensiero invece di confermarlo.

ADHD, trauma relazionale, attaccamento

Tre testi che partono dalla stessa domanda, cioè che cosa faccia per la persona un certo modo di stare in relazione o di prestare attenzione, prima ancora di chiedersi che cosa non funzioni.

ADHD e trauma relazionale

Una lettura psicodinamica

Compendio clinico · titolo originale ADHD and Relational Trauma · in inglese, con edizione italiana · 49 pagine

Negli ultimi anni la ricerca sull'ADHD dell'adulto si è spostata da una descrizione centrata sul deficit verso letture più attente alle risorse, restando però in gran parte dentro una cornice neurobiologica, nella quale la storia personale compare, quando compare, come una variabile che modula il quadro. Questo compendio non contesta la diagnosi e non la sostituisce con il trauma; sposta piuttosto la domanda clinica da che cosa non funzioni nell'attenzione a che cosa faccia, per quella persona, un certo modo di prestare attenzione, e a che cosa sia stato allenato a fare. Con Bion, con Winnicott e con la nozione di trauma cumulativo di Khan, legge l'attenzione come funzione psichica e l'iperattivazione come una soluzione adattiva, e segue il quadro clinico lungo un anno di lavoro settimanale. Trovano posto nel testo la diagnosi differenziale in chiave psicodinamica, il modo in cui alcuni pazienti si identificano con la diagnosi, le forme che prende il transfert, gli adattamenti della tecnica e il posto dei farmaci, insieme ad alcune vignette e a una griglia di osservazione.

Per chi · terapeuti che lavorano con adulti in cui le difficoltà di attenzione convivono con un ambiente precoce imprevedibile, e che vogliono tenere insieme le due letture senza doverne scegliere una.

ADHD in età adulta

Uno sguardo psicodinamico

Compendio clinico · titolo originale Adult ADHD: A Psychodynamic View · in inglese, con edizione italiana · 19 pagine

La letteratura sull'ADHD dell'adulto è in prevalenza neurobiologica e cognitivo-comportamentale, e questo compendio non la contesta. Si occupa piuttosto dello spazio che quella letteratura lascia scoperto, e legge l'ADHD adulto come un'esperienza soggettiva e relazionale, in cui una vulnerabilità costituzionale dell'attenzione viene vissuta, difesa e caricata di significato dentro una storia personale, da una posizione che cerca di integrare più che di contrapporsi. Il testo parte dalla funzione psichica dell'attenzione e dalle sue origini nel rispecchiamento, nella regolazione e nel contenimento, per arrivare a come il quadro si presenta in seduta e a come pensarne la diagnosi differenziale. Il peso maggiore cade sul transfert e sul controtransfert, sull'adattamento di setting e tecnica senza abbandonare la cornice, su un modo di affrontare le difficoltà che vada oltre i trucchi pratici e sul significato che i farmaci assumono dentro la terapia, mentre le pagine finali raccolgono vignette, errori e falsi miti frequenti, una bibliografia essenziale e una griglia di lettura per il colloquio di valutazione.

Per chi · terapeuti a orientamento psicodinamico o analitico che lavorano con adulti che hanno, o pensano di avere, una diagnosi di ADHD.

L'attaccamento nella stanza

Compendio clinico sull'attaccamento adulto, con dieci schede per i pazienti

Compendio e schede · titolo originale Attachment in the Room · in inglese · 46 pagine

Questo compendio di lavoro riporta la teoria dell'attaccamento nella stanza di terapia, per clinici che ne conoscono già le basi, e la tratta come un insieme di strategie, cose che una persona fa per buone ragioni dentro un certo tipo di relazione, piuttosto che come un tipo che una persona è. Dopo una mappa compatta dell'attaccamento adulto, dalla Strange Situation alla mente adulta, il testo si concentra sul riconoscimento, cioè sul modo in cui i pattern suonano nella narrazione, compaiono in seduta e toccano il terapeuta. Da lì entra nel lavoro vero e proprio, dalla costruzione di una base sicura ai pattern disattivanti, iperattivanti e disorganizzati, passando per rotture e riparazioni, interruzioni e conclusioni, fino alle coppie e alla terapia online. In fondo si trovano una griglia di osservazione, uno schema di formulazione del caso, una guida agli strumenti di misura e dieci schede stampabili per pazienti e coppie, pensate per essere usate dentro una relazione terapeutica in corso.

Per chi · terapeuti individuali e di coppia che usano la teoria dell'attaccamento e vogliono che cambi ciò che notano in seduta, e specializzandi in supervisione.

Note di campo

Prima di chiamarla resistenza

Una nota di una pagina per clinici

Nota di campo · titolo originale Before You Call It Resistance · in inglese · 1 pagina

La parola resistenza tende ad arrivare presto nel pensiero clinico, e nello stesso momento in cui dà un nome a un fenomeno chiude la domanda che lo riguarda. Questa nota propone una pausa prima di scriverla negli appunti di seduta, attraverso tre domande. Che cosa dovrebbe essere vero dell'alleanza perché quel comportamento sia la mossa più sicura a disposizione del paziente? Che cosa sta facendo per lui, quel comportamento, che l'insight non ha ancora fatto? E di chi sono i tempi che sta interrompendo? La nota è pensata per essere letta dopo una seduta che ha lasciato il clinico con quella parola in mano. Non vuole argomentare contro il concetto, ma assicurarsi che resti la descrizione più accurata anche dopo aver considerato le alternative.

Per chi · qualunque clinico, di qualunque orientamento, abbia scritto «resistente» negli appunti di una seduta e si sia chiesto, dopo, se fosse un dato o una sensazione.

Se vuoi parlarne

Molti di questi temi nascono da domande portate in supervisione da colleghi, e lì continuano. Se un caso ti ha fatto pensare a uno di questi testi, o se nella tua stanza l'intelligenza artificiale è già diventata un terzo, possiamo guardarlo insieme.

Alberto Del Bove, psicologo e psicoterapeuta psicoanalitico, iscritto all'Albo degli Psicologi del Lazio n. 23754.
Gli abstract sono traduzioni dell'autore dai testi originali in inglese. Le vignette cliniche sono composite e non si riferiscono a persone reali.