Come funziona
Psicoterapia online
Sedute in videochiamata con uno psicoterapeuta iscritto all'Albo, da qualunque città d'Italia o dall'estero, con lo stesso metodo e lo stesso ascolto dello studio.
Prenota il primo colloquio
Gratuito, 45 minuti. Basta il nome e un'email.
- Primo colloquio
- gratuito, 45 minuti, se lo prenoti da qui
- Dove
- da casa tua, in videochiamata sicura
- Risposta
- ti scrivo io entro 24-48 ore
Dott. Alberto Del Bove, psicologo e psicoterapeuta. Ordine degli Psicologi del Lazio n. 23754.
Conviene partire da un punto che orienta tutto il resto, e cioè che la psicoterapia online è un setting a sé, con vincoli e possibilità che gli appartengono, più che la versione ridotta di quella in studio, e che per questo va pensata per quello che è invece che misurata su quanto somiglia all'originale.
Ci ho scritto sopra la mia tesi, mentre lavoravo dentro un servizio di psicologia online, e la cosa che ho imparato è che chiedersi se l'online «funzioni quanto la presenza» porta poco lontano, mentre è molto più utile chiedersi che cosa succede, di preciso, quando la stanza diventa uno schermo. Da quella domanda si capisce anche per chi sia la scelta giusta e per chi lo sia meno.
Come funziona una seduta online
Dal punto di vista pratico le cose sono semplici, perché ci diamo un giorno e un'ora fissi ogni settimana e ti arriva un link con cui ci colleghiamo per quarantacinque minuti, senza che tu debba installare programmi complicati o creare account. Non servono microfoni professionali né una connessione perfetta, mentre serve una stanza in cui tu possa parlare senza abbassare la voce.
Quest'ultimo punto è meno banale di come suona, tanto che di solito è il primo di cui parliamo. Chi vive con altri scopre spesso di non avere davvero un posto in cui dire certe cose, e finisce per collegarsi dalla macchina, oppure con le cuffie in una stanza con la porta chiusa mentre qualcuno passa in corridoio. Più che un dettaglio logistico è già materiale di lavoro, perché la fatica a ritagliarsi uno spazio protetto dice qualcosa su come è organizzata la tua vita e su quanto spazio ti concedi dentro di essa.
Il primo colloquio serve a capire insieme di che cosa si tratta e se abbia senso proseguire, quindi non coincide con l'inizio automatico di un percorso. È il momento in cui mettiamo a fuoco la domanda che ti porta qui, e in cui puoi anche decidere che il professionista giusto per te sia un altro; lo dico perché succede, e perché è un esito del tutto legittimo.
Cosa cambia (e cosa no) rispetto alla presenza
Il metodo resta lo stesso, e restano identici l'ascolto, il modo di lavorare sulla domanda e il tempo lungo che serve perché qualcosa si muova. Quello che cambia, invece, sono due cose meno evidenti, il corpo e la soglia.
Il corpo cambia perché in videochiamata ne vedo soltanto una porzione, il volto, le mani se le tieni alzate e poco altro, e perdo il modo in cui ti siedi, quello in cui entri, il gesto con cui prendi la borsa quando l'ora sta per finire. Sono informazioni vere, e non fingo che non mi manchino; in compenso ne arrivano altre che in studio non ci sarebbero, come la stanza da cui ti colleghi, quello che hai alle spalle, chi entra e chi no, o quello che succede quando la connessione cade proprio mentre stavi dicendo una cosa difficile.
La soglia cambia perché andare in studio ha un suo rito, fatto dell'uscire di casa, del tragitto, della sala d'attesa e poi dello stesso tragitto al contrario, che serve a digerire quello che è successo. Online quel rito non c'è, e il rischio è di chiudere la videochiamata e ritrovarsi subito dentro un'altra riunione. Per questo, quando si può, ti chiedo di lasciare liberi i dieci minuti dopo la seduta, che fanno parte del lavoro tanto quanto i quarantacinque che li precedono.
L'online, insomma, non è né un ripiego né un progresso, ma un setting che toglie qualcosa e ne aggiunge altro, e la differenza la fa quanto sei disposto a prenderlo sul serio. Chi lo tratta come una comodità in più, con la seduta fatta di corsa dal parcheggio e l'auricolare in un orecchio, di solito ottiene esattamente quello che ci ha messo.
Per chi è indicata e per chi meno
Funziona bene per chi vive lontano da un professionista con cui vorrebbe lavorare, per chi ha orari che rendono impossibile un appuntamento fisso in studio, per chi si è trasferito all'estero e vuole fare questo lavoro nella propria lingua madre. Funziona bene anche per chi, semplicemente, in questa fase della vita non riuscirebbe a spostarsi con la regolarità che un percorso richiede.
È meno indicata quando manca la condizione minima di cui parlavo sopra, cioè uno spazio e un tempo in cui poter parlare davvero. Ci sono poi situazioni in cui la distanza diventa un limite serio, come i momenti di crisi acuta, i quadri che richiedono una presa in carico con altri interventi accanto alla psicoterapia, o i casi in cui la persona ha bisogno che qualcuno sia fisicamente lì; in quei casi il mio compito è dirtelo e aiutarti a trovare la strada giusta, anziché trattenerti.
Se non sai bene in quale di queste situazioni ti trovi, è proprio di questo che parliamo al primo colloquio, e non serve che tu ci arrivi con la risposta già pronta.
Piattaforma, privacy e segreto professionale
Il segreto professionale non cambia perché la stanza è digitale, dal momento che l'articolo 11 del Codice Deontologico degli Psicologi italiani vale allo stesso modo, e quello che ci diciamo resta fra noi con le sole eccezioni previste dalla legge.
Nel concreto questo vuol dire che le sedute non vengono mai registrate, e non lo farei nemmeno se tu fossi d'accordo, e che uso strumenti di videochiamata cifrati, chiedendoti di collegarti da una connessione e da un dispositivo tuoi invece che da quelli dell'ufficio. I dati amministrativi che servono per la fatturazione seguono le stesse regole di qualunque prestazione sanitaria.
C'è però un punto che riguarda te e che nessuna cifratura può risolvere, ovvero chi c'è in casa mentre parliamo. Lo affrontiamo apertamente all'inizio, perché è la variabile che più spesso condiziona quanto una persona si sente libera di dire, e perché quasi nessuno ci pensa prima di cominciare.
Costi e primo colloquio
L'onorario è lo stesso della seduta in studio, perché il lavoro è quello e non mi sembrerebbe onesto farlo pagare meno solo perché a me costa meno. Te lo dico esplicitamente prima che tu prenda qualunque impegno, insieme alla frequenza e a come funzionano le disdette, dato che sono cose che è giusto sapere in anticipo invece di scoprirle strada facendo.
Le prestazioni psicologiche e psicoterapeutiche sono detraibili come spese sanitarie, e per ogni seduta ricevi regolare fattura.
Per cominciare basta scrivermi, anche dal modulo in cima a questa pagina; rispondo io, di solito entro due giorni lavorativi, e concordiamo un primo colloquio che, se lo prenoti dal sito, è gratuito e dura 45 minuti.
Domande frequenti
La psicoterapia online funziona quanto quella in presenza?
Per molti quadri la ricerca degli ultimi anni non mostra differenze sostanziali di efficacia. Più che chiedersi se funzioni quanto la presenza, però, conviene chiedersi che cosa cambi, e a cambiare sono soprattutto il corpo e la soglia fra la seduta e il resto della giornata, due aspetti su cui si lavora in modo esplicito.
Quanto dura un percorso?
Dipende dalla domanda con cui arrivi, e non è una risposta evasiva, perché una consultazione può chiudersi in poche sedute mentre un percorso più ampio dura molto di più. Quello che posso dirti è che ne parliamo apertamente e che, di tanto in tanto, rivediamo insieme se il lavoro ha ancora senso.
Serve una diagnosi per iniziare?
No. Molte persone arrivano con un disagio che non ha ancora un nome, e spesso è la condizione migliore per cominciare, perché si lavora su quello che c'è invece che su un'etichetta da confermare.
Posso fare le sedute dall'estero?
Sì, e per molti italiani all'estero la ragione principale per scegliere l'online è proprio poter fare questo lavoro nella propria lingua madre. Degli aspetti pratici, come i fusi orari e la fatturazione, ho scritto nella pagina dedicata.
Cosa succede se salto una seduta?
Le regole sulle disdette le concordiamo all'inizio e sono le stesse per tutti. Le sedute saltate, però, sono qualcosa di più di un fatto organizzativo, perché quando cominciano a ripetersi di solito stanno dicendo qualcosa, e quel qualcosa diventa argomento della seduta successiva.
Dott. Alberto Del Bove, psicologo e psicoterapeuta, iscritto all'Ordine degli Psicologi del Lazio n. 23754 dal 2018. Specializzazione quadriennale in Psicoterapia Psicoanalitica (SPS, Roma, 2022).
Ultima revisione di questa pagina: 4 agosto 2026.
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