Psicoterapia · · 6 minuti di lettura

Che cos'è la psicoterapia psicoanalitica, e a chi serve

Quando si sente la parola psicoanalisi vengono in mente quasi sempre le stesse immagini, il lettino, il terapeuta che tace dietro la testa del paziente, anni di sedute a parlare dell'infanzia. Sono immagini che hanno una storia, ma che descrivono poco il modo in cui lavora oggi una psicoterapia psicoanalitica, ed è da questa distanza che vale la pena partire.

Psicoanalisi classica e psicoterapia psicoanalitica

La psicoanalisi classica, quella nata con Freud, prevede il lettino e una frequenza alta, di solito tre o quattro sedute alla settimana, perché il suo scopo è creare uno spazio in cui la parola possa andare dove vuole, il più lontano possibile dalle conversazioni di tutti i giorni. È un percorso lungo e impegnativo, che ancora oggi alcune persone scelgono.

La psicoterapia psicoanalitica conserva lo stesso modo di pensare la mente, ma lo porta in un setting più vicino alla vita delle persone. Ci si siede uno di fronte all'altro, ci si vede in genere una volta a settimana, e la seduta può svolgersi in studio oppure online, con la stessa cura per l'orario fisso e per la riservatezza.

Rispetto ad altri approcci non ci sono esercizi da fare a casa né protocolli uguali per tutti. Se ti interessa capire più in generale in che cosa uno psicoterapeuta si distingua da uno psicologo o da uno psichiatra, ne ho scritto nell'articolo su cosa fa uno psicoterapeuta.

Quattro idee, dette semplici

L'inconscio non è un luogo misterioso, ma l'insieme di ciò che ci guida senza che ce ne accorgiamo, come certe paure che non sappiamo spiegare o certe scelte che ci sorprendono da sole. La terapia non lo svuota, ma rende un po' più visibile quello che fino a quel momento decideva in silenzio.

La ripetizione è la tendenza a ritrovarsi nelle stesse situazioni, con persone diverse e in luoghi diversi, come se la vita riproponesse sempre la stessa scena finché non la si capisce. Molte persone arrivano in terapia proprio per questo, perché si accorgono di ripetere qualcosa che non vogliono.

Il transfert indica il fatto che, nella relazione con il terapeuta, si riattivano modi di sentire e di aspettarsi le cose che vengono da relazioni più antiche. Invece di essere un disturbo, è uno degli strumenti più preziosi del lavoro, perché permette di osservare quei modi mentre accadono, in un luogo dove si possono finalmente pensare.

Infine il senso del sintomo, che è forse l'idea più caratteristica di questo approccio. Un'ansia, una stanchezza o un blocco vengono presi sul serio come sofferenza, ma anche come messaggi che raccontano qualcosa della persona, e capire che cosa raccontano è spesso il modo più solido per smettere di subirli.

A chi serve, e a chi meno

È un approccio che tende a funzionare bene per chi sente che una difficoltà ha radici più profonde di quanto sembri, per chi si ritrova in relazioni che finiscono sempre nello stesso modo, per chi attraversa un momento di passaggio, come un trasferimento, una separazione o un cambiamento di lavoro, e per chi vuole capire oltre che stare meglio. Lavoro così con adulti e coppie, e con molte persone che vivono all'estero, perché la cornice regge bene anche a distanza, come racconto nella pagina sulla psicoterapia online.

Può essere meno indicato per chi cerca soltanto una tecnica rapida per gestire un sintomo preciso, senza il desiderio di capirne l'origine, e non è il primo intervento quando c'è una crisi acuta, dove il riferimento resta il medico di base o il 112 se c'è un pericolo immediato. Se al primo colloquio emerge che un altro approccio ti sarebbe più utile, è giusto dirtelo.

Cosa chiedere al primo colloquio

Il primo incontro non serve solo al terapeuta per conoscerti, ma anche a te per capire con chi hai a che fare. Puoi chiedere senza imbarazzo come lavora, con quale frequenza vi vedreste, che cosa succede se un giorno vuoi interrompere e come si decide insieme quando un percorso è arrivato alla fine.

Vale anche la pena verificare l'iscrizione all'Albo e la specializzazione in psicoterapia, che sono dati pubblici. Il mio modo di intendere questo primo incontro, che chiamo Analisi della Domanda, lo descrivo nella sezione sull'approccio.

Alberto Del Bove

Psicologo e psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico, iscritto all'Ordine degli Psicologi del Lazio con il n. 23754, specializzato presso la SPS di Roma. Lavoro con adulti e coppie, online in tutta Italia e dall'estero e in studio a Itri (LT).

Se vuoi parlarne

Per capire se una psicoterapia psicoanalitica può esserti utile, il passo più naturale è un colloquio conoscitivo di 45 minuti, online o in studio a Itri, che è gratuito se lo prenoti dal sito. Serve a conoscerci e a ragionare insieme sulla tua domanda, senza alcun impegno a proseguire.

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