Perché è più facile parlarne a una macchina
È il seguito del pezzo sul ricorso dell’Ordine degli Psicologi, dove scrivevo che dietro le sedute generate dall’IA c’è una domanda di ascolto enorme. Qui provo a prendere sul serio quella domanda, chiedendomi non se una macchina possa fare terapia, ma perché ci venga così facile parlarle.
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Cosa ci trovi
Cosa rende facile
Non ti interrompe, non si stanca, non ha una faccia che cambia mentre parli e soprattutto non puoi deluderla. Messe insieme, queste cose descrivono una condizione che nella vita di tutti i giorni praticamente non esiste.
Cosa dice quella facilità
Se parlare a una macchina è più facile, è perché parlare a una persona costa qualcosa, e vale la pena chiedersi che cosa, esattamente. Il sollievo che si prova è reale, e liquidarlo come un’illusione sarebbe un errore.
La parola che manca (non è «empatia»)
In una relazione clinica rischi qualcosa, per esempio che l’altro si annoi o non regga quello che porti. Quando resta pur avendo potuto andarsene, quella permanenza è un dato e non soltanto un sentimento, mentre con qualcosa che non può andarsene la prova non si può fare.
Tre domande da farti
Che cosa stai chiedendo davvero, che cosa succede il giorno dopo e a chi non lo stai dicendo. Non ci sono regole generali, ma tre osservazioni su di te che servono più di qualsiasi divieto.
La guida ha finalità divulgative, quindi non è una consulenza clinica e non sostituisce un colloquio con un professionista. Se stai attraversando un momento di crisi, rivolgiti al tuo medico, ai servizi territoriali o al numero unico di emergenza 112.
Il pezzo che viene prima
Questa guida nasce come seguito di un’altra, sul ricorso con cui l’Ordine degli Psicologi ha portato in tribunale una piattaforma di sedute generate dall’intelligenza artificiale. Non serve averla letta per capire questa, ma se ti interessa da dove parte il ragionamento puoi cominciare da lì.
Un’intelligenza artificiale può farti da terapeuta?
L’altra guida gratuita, 8 minuti
Chi l’ha scritta
Sono Alberto Del Bove, psicologo psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico, specializzato in Analisi della Domanda alla SPS di Roma. Ricevo online, in tutta Italia e per italiani all’estero, e in studio a Itri (LT).
Accanto alla clinica ho lavorato per anni nella salute mentale digitale, come Clinical Team Lead in Unobravo e nelle operations cliniche europee di BetterHelp, e ho fondato PsicoVoice. Le macchine che ascoltano le ho viste da dentro, ed è da lì che guardo alla domanda di questa guida.